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Ceramica

  • Riporta il motivo della pavoncella rielaborato con sintesi di segno il grande vassoi da portata in ceramica bianca decorata con vivace policromia. Appartiene alla Linea Tradizionale caratterizzata da motivi tramandati, connotativi della produzione del laboratorio artigianale.

  • Pregiata come una scultura contemporanea, la base per lampada in ceramica con forma di solido irregolare è realizzata con argille e smalti sperimentali ideati dall'autore per ottenere particolari effetti materici e rese cromatiche graffiate.

  • Evoca semplicità e purezza, la figura dell'Angelo è espressa con sapiente stilizzazione delle linee nella scultura in ceramica smaltate in bianco candido.

  • Due Pavoni e un cuore incorniciati da piccoli moduli di vasi, croci e uccelli, animano la ricca e dettagliata decorazione del piatto ornamentale realizzato su disegno originale del maestro ceramista Paolo Loddo.

  • Piattino decorativo e portaoggetti in ceramica modellato e decorato a mano. Forma organica ed irregolare che riecheggia i fondali marini con rocce e conchiglie, decorata con sovrapposizioni di smalti e cristalline in tonalità virate azzurro viola.

Il settore

La lavorazione della ceramica nel territorio isolano è testimoniata fin dal Neolitico con caratteristiche distintive che evolvono nel periodo nuragico. Le produzioni fittili del Neolitico interpretano la forma femminile, rotondeggiante anche nelle produzioni di vasellame, rappresentazione della Dea madre. Nella ceramica nuragica la figura è asciutta e stilizzata ed esprime la forza della guerra.

 

Nei periodi che seguono, la consistente circolazione di ceramiche importate, legate alle diverse culture che interagiscono con la Sardegna, rende difficile definire quale fosse la produzione locale, produzione che acquista con certezza espressione autonoma nell’età moderna, perdurando con caratteristiche stilistiche e con procedure tecniche quasi inalterate fino a tempi recenti.

 

La lavorazione è la terracotta, che può essere ingobbiata ed invetriata. Le forme sono poche e funzionali eseguite al tornio: le brocche, marigas, i recipienti, sciveddas, i tegami, pingiadas, i fiaschi, frascus, le ciottole, discus, e alcuni tipi di bricchi e versatori.

 

Il contesto è rurale, di sussistenza agreste e pastorale. Sono oggetti che supportano le attività quotidiane, il trasporto e alla conservazione dell’acqua, la panificazione, la preparazione dei dolci e dei cibi. Eppure non sfuggono agli abbellimenti e alle caratterizzazioni espressive. Le versioni festive appartengono ai giorni solenni, alla ricorrenza, al rito, sono lustro nel corredo. Vengono elaborate dai figuli più capaci, grafite e decorate con aggiunte plastiche, con motivi vegetali e con figure di santi e altri simboli religiosi e benauguranti.

 

Queste produzioni che appartengono alla cultura materiale locale, insieme alle produzioni di altri settori artigianali come la tessitura, l’oreficeria, l’intaglio e la cestineria, custodiscono un linguaggio segreto, intimo e suggestivo.